sabato

Ho cercato di trovare una spiegazione che potesse andare

La delusione generata dall’argomento “casa” mi ha segnato, mi ha ferito, mi ha privato.
Me lo disse anche Mara, una delle ultime volte, prima che tra me e lei mettessimo un punto (e a capo) :
non sei più lo stesso e non te ne accorgi”.
Lo disse con una vena di tristezza e glielo lessi negli occhi. Negai e mi innervosii.

Ma il fatto è che Mara aveva ragione.

Mi sento costretto a rinunciare al sogno di comprare una casa.
Ho cercato di trovare una spiegazione che potesse andare. Ma non ne ho trovato nessuna.
E non ho tuttora risposte alla domanda: “Chi ha deciso che uno stipendio debba valere poco più di 1000 euro, e una casa debba valere una rata mensile di 800 per 30 anni?”.

Ma non mi sono arreso.
Come spesso capita, è nata una reazione cattiva.
Ho dei progetti. Ho cominciato a lavorarci. Sto lavorando il doppio di quanto non facessi già. Forse alla fine dei conti non servirà a niente, ma non importa.
Bisogna provarci.

domenica

Pensando, per l’ennesima volta, che non ha capito niente

Non essere compresi è demoralizzante.
Se a non comprenderti è il tuo barbiere allora può essere davvero frustante.

E così ritorno a casa, pensando, per l’ennesima volta, che non ha capito niente.
Nel tragitto spero di non incontrare nessuno che io conosca. Sarebbe alquanto imbarazzante.
L’unico rimedio è ficcare la testa sotto il getto d’acqua per rimettermi ai prodigi di un phone e ai miracoli del gel a tenuta forte.

Giulio dice che la pettinatura che il mio barbiere mi applica, corrisponde al modo che il barbiere ha di vedere la mia persona.
Spero tanto che gli altri non mi vedano come mi vede il mio barbiere!

martedì

Pensavo di avere un piano B

Credo di aver perso tanta della mia fiducia sul futuro quando ho mosso il primo passo verso la realizzazione di un sogno: comprare una casa.

Una casa tutta mia intendo, un posto al mondo insomma.
Non che abbia grosse aspettative, mi accontenterei anche di quello che in molti definirebbero “un buco”. Purché sia un “buco” grazioso.
Un angolo di mondo con le tende alle finestre, un tappeto tra il divano e la libreria, una piantana a luce tenue regolabile.
Il minimo insomma.
Prenderei poi un servizio di piatti a forma quadra per la cucina, le bacchette profumate in bagno e un impianto stereo in sala.
Coi giusti tempi penserei infine al forno, il futon in camera e l’abbonamento al National Geographic Channel.

Ma anche i sogni si spengono davanti una proiezione di 800 euro al mese per trentanni. L'impiegato, il family banker si chiama così, ha pronunciato la mia condanna.
Non ce la posso fare, non mi è permesso. Anche eliminando tutte le cene fuori e gli acquisti fuori budget, il mio stipendio non me lo consentirebbe.

Non da solo.

Pensavo che se un giorno dovessi rimanere con il mio vuoto… beh ecco, io pensavo di riempirlo con abiti firmati, una moto sportiva e camminando a pieni nudi sul parquè di casa.
Pensavo di avere un piano B.
Pensavo di avercelo, pensavo di meritarmelo.
Pensavo.