venerdì

Hai scritto la letterina a Babbo Natale?

Ho incontrato il matto, oggi, sotto casa.
Mi ha fermato.
Ha poggiato una mano sul mio braccio. Lo lascio fare, ho imparato che è innocuo.
Si è avvicinato all’orecchio e mi ha chiesto “Hai scritto la letterina a Babbo Natale?
Ho mollato la presa e mi sono messo a ridere.
Gli manderò un’email” gli ho risposto.
Cosa gli manderai?” urlava mentre mi allontanavo.
Un’emaiiiil… le legge le email no?”

giovedì

Cose da una volta

Cose da una volta. Una volta sola. Una e basta.

Il primo anno di università (ci vuole troppa incoscienza).
L'ottavo anno di università (troppa pazienza).
Un anno e mezzo senza amici (neanche uno).
Un capodanno a casa di “amici di altri” (tutti rigorosamente a coppie).
Una lettera per convincerla a tornare (non è tornata, per fortuna).
Un viaggio in treno durato tutta la notte (con febbre a 39).
Il blue tornado (a Gardaland).
Nuotare nel proprio vomito (fiumi di vodka alla festa di carnevale)
In prima linea, in attesa dell'apertura dei cancelli per il concerto, dalle ore 14 (il 16 agosto).
Charles Bukowski (un paraculo sopravvalutato).
Nanni Moretti (un radical chic insopportabile).
La sveglia delle sei (sei e quindici).
Andare a letto presto per far durare meno una giornata (giorni buttati nel cesso).
Cucinare la salsa di pomodoro senza coperchio (la pittura astratta non è poi un granché in cucina).

E poi altre.
E altre ancora che devo ancora fare: una volta, una sola.

lunedì

Nell'oscurità di una galleria

5 Dicembre.
E' tempo di Tchaikovsky.
E' tempo dei valzer dai sapori natalizi de lo schiaccianoci.
Ascolto l'apoteosi finale con gli auricolari e viene solo voglia di trovarsi nell'oscurità di una galleria di teatro per sentire vibrare il torace, nel finale, sotto ai colpi pomposi dei piatti e dei tromboni.